{"id":828,"date":"2021-03-08T15:39:42","date_gmt":"2021-03-08T14:39:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.angelapanaro.it\/?page_id=828"},"modified":"2021-05-15T16:59:30","modified_gmt":"2021-05-15T14:59:30","slug":"angela","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lastanzadellapoesia.com\/sito\/angela\/","title":{"rendered":"Angela"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-828\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-828-0\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-828-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-828-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" >\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>\u201cE ci mettiamo una foto in bianco e nero\u201d, mi dice il web designer. \u201cS\u00ec \u2013 annuisco \u2013 in bianco e nero\u201d. \u201cCos\u00ec \u2013 prosegue \u2013 ti intimorisce meno\u201d. E invece no. Una foto anche a colori non mi intimorirebbe. Ma in bianco e nero! Il fascino del bianco e nero. Insieme i due opposti a ritrarmi.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-828-1\"  class=\"panel-grid panel-has-style\" ><div class=\"panel-row-style panel-row-style-for-828-1\" ><div id=\"pgc-828-1-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-828-1-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"1\" >\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>Un\u2019immagine<br \/>\ndi me<br \/>\nin bianco e nero<br \/>\ncarbone sulla neve<br \/>\ngoccia d\u2019orzo nel latte<br \/>\ncacao a pioggia sulla panna montata<br \/>\nneo sulla pelle<br \/>\naccanto alle mie labbra<br \/>\ndi carta<br \/>\nun\u2019immagine<br \/>\nuna foto<br \/>\nuno scatto<br \/>\nun istante<br \/>\nin bianco e nero<br \/>\ndi me.<br \/>\nMe, io insomma.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><div id=\"pgc-828-1-1\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-828-1-1-0\" class=\"so-panel widget widget_media_image panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"2\" ><img width=\"300\" height=\"273\" src=\"https:\/\/www.lastanzadellapoesia.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/foto-angela-panaro-370x337-1-300x273.jpg\" class=\"image wp-image-258  attachment-medium size-medium\" alt=\"\" loading=\"lazy\" style=\"max-width: 100%; height: auto;\" srcset=\"https:\/\/www.lastanzadellapoesia.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/foto-angela-panaro-370x337-1-300x273.jpg 300w, https:\/\/www.lastanzadellapoesia.com\/sito\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/foto-angela-panaro-370x337-1.jpg 370w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-828-2\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-828-2-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-828-2-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"3\" >\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>Io, nata in un posto che ho visto pochissime volte nella mia vita. In estate, quando pap\u00e0 era in licenza, si andava dai nonni, per dieci o quindici giorni. E poi basta.<br \/>\nIo, nata in inverno, di marzo, sotto la neve.<br \/>\n\u201cA momenti nasceva in treno, questa bambina!\u201d, disse l\u2019ostetrica a mia madre. E nascere in treno sarebbe stato il punto di partenza adatto alla mia storia. Una storia con un incipit che inizia da un viaggio.<br \/>\nUn principio in movimento con qualche fermata, la mia vita. Da un posto all\u2019altro, in viaggio. Figlia di un militare, il pap\u00e0 soldato, come lo chiamo ancora, pur nel pieno rispetto suo e della sua brillante carriera. Il soldato che lasciava tutto e tutti per correre l\u00e0 dove si doveva. Il pap\u00e0 che mi salutava la mattina presto, mentre qualcuno dei nastrini sulla divisa si appoggiava sulla mia guancia. Uno in particolare, con il tricolore, portato l\u00ec, sul petto, vicino al cuore. Pi\u00f9 vicino di me.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-828-3\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-828-3-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-828-3-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"4\" ><h3 class=\"widget-title\">La mia vita, in viaggio, da un posto all\u2019altro.<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>In movimento, senza radici, senza un posto di cui dire:<br \/>\n\u201cIo sono di Qui\u201d.<br \/>\nIn giro, tra citt\u00e0, paesi lontani.<br \/>\nA conoscere. A studiare. A incontrare persone, culture, stili di vita. Sapere tante tante cose, insegnarle pure. E non riuscire a rispondere a quella domanda, la pi\u00f9 temuta, la pi\u00f9 imbarazzante.<br \/>\n\u201cDi dove sei?\u201d.<br \/>\nNon potevo certo raccontare la storia che mamma e pap\u00e0 avevano deciso di farmi nascere nel loro paese d\u2019origine perch\u00e9 lo zio medico voleva \u201cprendere il parto\u201d di sua sorella Maria, mia madre appunto.<br \/>\nE cos\u00ec da Viterbo, residenza dei miei genitori, il primo marzo inizi\u00f2 quel viaggio che mi avrebbe messo al mondo.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-828-4\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-828-4-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-828-4-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"5\" >\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>Sono nata a Massafra, un nome poi trascritto sulla mia carta di identit\u00e0. Dopo appena venti giorni dalla mia nascita, i miei tornarono a Viterbo. Io con loro.<br \/>\nA Viterbo sono cresciuta, ho studiato. Poi Roma. Il Mondo.<br \/>\nHo dato spazio a una formazione scientifica e umanistica: volevo capire e scegliere.<br \/>\nTra numeri e lettere, ho scelto le lettere, senza disdegnare quei numeri che mi hanno accompagnato per tanto tempo e ancora mi accompagnano con quella razionalit\u00e0 che illumina il mio procedere. Affascinata dalle parole, dal loro suono, dalla loro forma, da piccolissima giocavo con i libri che erano in casa. Il mio preferito era un libro di lingua francese, con stampe coloratissime. Non sapevo leggere e guardavo le figure, i particolari, le linee scure delle parole. Pi\u00f9 o meno nello stesso periodo in cui mi occupavo del francese scritto, stampato sui libri insomma, pap\u00e0 cominci\u00f2 a insegnarmi qualche termine nella sua pronuncia originale. Era d\u2019uso allora: si insegnava ai bambini piccoli, in et\u00e0 pre-prescolare, un mucchio di cose e poi se ne narravano i progressi. La prima espressione che imparai fu <em>le plume rouge<\/em>. Ne seguirono altre, insieme a forme pi\u00f9 complesse e contenuti e presto divenni nota come bambina diligente e studiosa e poi divenni una brillante studentessa.<br \/>\n\u201cPeccato che sia femmina\u201d, cominciai a sentir ripetere. La divisa mi avrebbe concesso una carriera unica, se fossi stata un maschio. Ero in anticipo per la carriera militare aperta alle donne.<br \/>\nIo in quell\u2019essere femmina mi trovavo bene. Era l\u2019abito giusto per me. Ma il mondo fuori di me guardava con occhi diversi e vedeva cose differenti da quello che io vedevo o, meglio, il mondo traduceva male me e la mia vita e le cose del mondo stesso.<br \/>\nCapivo che percorrere la mia strada non sarebbe stato facile, ma l\u2019ho fatto.<br \/>\nHo seguito il suono delle parole, di parole straniere prima, innamorata della lingua inglese soprattutto, e poi ancor pi\u00f9 innamorata della lingua italiana. Innamorata di civilt\u00e0 diverse, apprezzata docente di lingue, letteratura, cultura. Innamorata poi di un compagno di scuola, ne sono divenuta compagna di vita. Sono diventata mamma. Desideravo mettere al mondo una bambina. Mi auguravo che fosse femmina. E cos\u00ec \u00e8 stato.<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-828-5\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-828-5-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-828-5-0-0\" class=\"so-panel widget widget_text panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"6\" ><h3 class=\"widget-title\">Oggi mi occupo di scrittura. La scrittura: una passione, una scelta.<\/h3>\t\t\t<div class=\"textwidget\"><p>Ho ripreso la mia penna rossa, con cui scrivevo e scrivo ancora, mettendo da parte i sistemi elettronici e talvolta la mia, pure rossa, Lettera 22. L\u2019originaria <em>plume rouge<\/em> che entr\u00f2 nella mia vita quando avevo poco pi\u00f9 di due anni. E con quella penna rossa scrivo.<br \/>\nTempo fa fui invitata a presentare uno dei miei lavori, <em>Ti racconto una donna<\/em>, in una biblioteca. In quell\u2019occasione decisi di donare dei libri. Cos\u00ec, tra i titoli acquistati e facendo una ricerca nel nostro fondo, ritrovai un testo che pensavo di aver smarrito, dati i molteplici spostamenti e traslochi. Mi era stato regalato da una cara amica di famiglia, professoressa di lettere.<br \/>\n\u201cTieni \u2013 mi disse &#8211; ti potr\u00e0 interessare\u201d. Avevo poco pi\u00f9 di dieci anni. Leggendolo evidenziai alcuni vocaboli che non conoscevo ancora. E poi una frase, un\u2019unica frase sottolineata per intero.<br \/>\nUn frammento<br \/>\n<em>Veli bianchi e scialli neri ondeggiavano al vento<\/em><br \/>\ne dentro un intero universo, al femminile.<br \/>\nAvrei conosciuto quel vento che agitava veli e scialli.<br \/>\nIl vento mi avrebbe portato voci.<br \/>\nDi donne. Le avrei incontrate nella vita, nella storia, nella scrittura. Italiane. Straniere.<br \/>\nIl vento mi avrebbe portato le loro storie: i segreti, le passioni, le ferite, i sogni.<br \/>\nIl vento mi avrebbe sospinta, accompagnata in luoghi nuovi.<br \/>\nAvrei scoperto altri inimmaginabili tesori.<br \/>\nDi carta.<br \/>\nTesoro di carta <em>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli<\/em> di Carlo Levi. Il libro con il prezioso frammento, rinvenuto in occasione della mia presentazione proprio alla Biblioteca di Eboli.<br \/>\nTesoro di carta una poesia scoperta tra gli inediti autografi di Rocco Scotellaro, amico fraterno di Carlo Levi. Un breve componimento colto distrattamente in un giorno prossimo al mio compleanno.<br \/>\nPoche parole a descrivere un luogo, messe l\u00ec, al centro di una pagina.<br \/>\nAvere la sensazione di conoscere quel posto. Interrogare quel foglio per capire.<br \/>\nRitrovarmi tra le righe e poi nel titolo.<br \/>\n<em>Massafra<\/em><br \/>\nLeggere tutto il componimento e restare ancor pi\u00f9 stupita.<br \/>\n<em>Assediato com\u2019\u00e8 questo piano<\/em><br \/>\n<em>d\u2019ulivi azzurri in fronte al mare,<\/em><br \/>\n<em>il diruto separa Massafra<\/em><br \/>\n<em>sorta sulle grotte di tufo,<\/em><br \/>\n<em>c\u2019\u00e8 un silenzio di Novembre<\/em><br \/>\n<em>sotto i pini di stazione.<\/em><br \/>\n<em>Siamo in due a domandarci,<\/em><br \/>\n<em>semmai tutti gli uomini a quest\u2019ora<\/em><br \/>\n<em>hanno preso tra i denti un pane nero.<\/em><\/p>\n<p>Siamo in due\u2026<br \/>\nSapere che Levi e Scotellaro si spostavano insieme per le loro ricerche, indagini sul mondo contadino.<br \/>\nCon nuovi compagni di viaggio ritornare ancora a Massafra.<br \/>\nIn un attimo.<br \/>\nDue luoghi a me sconosciuti, due punti si congiungevano. Dall\u2019essere ben lontani dall\u2019appartenermi, fuori di me, distanti si univano stretti lungo il filo di una trama preziosa. Una trama tessuta da altri. E in quella trama la mia storia.<br \/>\nResto incredula per quante coincidenze ho raccolto e vado raccogliendo, stupita e commossa dal trovare, scoprire la mia vita nei luoghi, nelle cose, nelle carte di altri.<br \/>\nOggi abito a Eboli.<br \/>\nNella mano sinistra, si dice, portiamo segnata la vita su una linea.<br \/>\nHo scoperto che la linea della mia vita corre lungo il 40\u00b0 parallelo, tra due punti.<br \/>\nMassafra: necessaria interferenza per venire al mondo.<br \/>\nEboli: punto di arrivo dove fermarsi, rimanere.<br \/>\nDue punti.<br \/>\nSu una carta di volo, seguendo un\u2019unica direttrice.<\/p>\n<p>Amo pensare, e ne sorrido, che sono nata nel titolo di una poesia, abito nel titolo di un libro, ho la vita tracciata su una carta di volo.<\/p>\n<p>\u201cDi dove sei?\u201d<br \/>\n\u201cIo sono di Qui\u201d.<br \/>\nQui, un dove di carta e inchiostro.<\/p>\n<p>Eboli, 12 marzo 2021<\/p>\n<\/div>\n\t\t<\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-828-6\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-828-6-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-828-6-0-0\" class=\"widget_text so-panel widget widget_custom_html panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"7\" ><div class=\"textwidget custom-html-widget\"><p style=\"color:red\">Angela<\/p><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cE ci mettiamo una foto in bianco e nero\u201d, mi dice il web designer. \u201cS\u00ec \u2013 annuisco \u2013 in bianco [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v19.13 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Angela -<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" 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