Trotula De Ruggiero: fui chiamata a darti la voce e pensai di cercarti dove altri ti avevano già trovato: nei Giardini della Minerva, presso il Castello di Arechi, ma non ebbi fortuna. Eri lontana, invisibile. Silente. Una sera nel buio a Salerno, la tua città d’origine, tra le strade e i vicoli della città antica, il vento violento, improvviso mi spaventò e una voce mi sussurrò la storia di una donna di scienza, magistra della Scuola medica salernitana, magistra di quella nota come divina arte riservata alle donne perché vicine alla vita. Ti occupavi di ginecologia e ostetricia. La tua fama nell’anno Mille era grande, ma il mondo fece presto a cancellare te, la tua storia, la tua scienza. La tua scrittura. Ancora una volta.
